Testata della copertina del libro 'Elogio della curiosità. Di arte e di culto'

Recensione del libro “Elogio alla curiosità. Di arte e di culto”, di Pellegrino Gillo

Il libro Elogio alla curiosità. Di arte e di culto di Pellegrino Gillo – edito da Edizioni Story-tellers – è stato presentato il 28 aprile 2019 nel complesso dell’ex Convento Benedettino di Santa Maria della Strada, da poco restaurato, che si trova in contrada Piana nel territorio di San Lorenzo Maggiore.

Relatori alla presentazione del libro 'Elogio della curiosità. Di arte e di culto': Pellegrino Gillo, Maria Di Libero, Alessio D’Amico, Carlo Iannotti, don Ionut Pirtac
I relatori. Da sinistra: Pellegrino Gillo, Maria Di Libero, Alessio D’Amico, Carlo Iannotti, don Ionut Pirtac

All’evento – che ha avuto il patrocinio del Comune di San Lorenzo Maggiore, dell’Associazione Culturale Teatrale “A. Lamparelli” e di Sannio Falanghina, Città Europea del Vino 2019 – hanno partecipato, in qualità di relatori, il sindaco di San Lorenzo Maggiore dott. Carlo Iannotti, il parroco della parrocchia di San Lorenzo Martire don Ionut Pirtac (don Giovanni), il presidente dell’Associazione Culturale Teatrale “A. Lamparelli” dott.ssa Maria Di Libero, l’editore Alessio D’Amico, oltre ovviamente a Rino Gillo, autore del libro.

Copertina del libro 'Elogio alla Curiosità. Di arte e di culto'
Copertina del libro “Elogio alla curiosità. Di arte e di culto” di Pellegrino Gillo

Nella parte iniziale del testo si ripercorre la storia del borgo originario di San Lorenzo Maggiore e prima ancora di Limata, che sorgeva sulle rive del fiume Calore. L’excursus abbraccia diversi secoli e va dall’alto Medio Evo fino alla Seconda Guerra Mondiale.

L’Autore ci guida, poi, in una passeggiata ideale nel centro abitato di San Lorenzo Maggiore, attraversando le strade e soffermandosi sui mascheroni, sui portoni, sui palazzi che incontra, ricostruendo la storia di ogni elemento architettonico, riallacciando i fili di una memoria storica che viene ripescata nei testi antichi ma anche nei fievoli ricordi degli anziani, che in questo modo vengono raccolti, ordinati ed immortalati. La lenta riscoperta degli scorci e degli angoli nascosti, la passeggiata fantastica attraverso le strade dell’abitato si trasforma in narrazione, si tramuta in una foce da cui si dipartono innumerevoli rivoli di nozioni che improvvisamente cambiano direzione, tracimando da un campo del sapere all’altro.

Questa flemmatica fase di preparazione ci lascia presagire quella che è la parte clou del libro: le pagine dedicate alla chiesa parrocchiale di San Lorenzo Martire e alla cappella laterale che in essa si apre – posta sulla parte sinistra della navata se si guarda verso l’altare, prima del transetto – che tutti conoscono come cappella di San Nicola.

Cappella di San Nicola
Cappella di San Nicola

In questa cappella si trovano in particolare due dipinti che raffigurano due santi sulla cui identità si nutrivano fondati dubbi. Analizzando gli attributi iconografici dei personaggi, Pellegrino Gillo riesce ad assegnare – con ragionevole certezza – un nome ad ogni santo.

L’analisi dei dipinti è avvincente e trae spunto da particolari che occhi inesperti potrebbero ritenere non rilevanti. L’Autore invece sa riconoscerli, riesce ad enucleare dalle figure alcune caratteristiche salienti e addirittura grazie ad esse, con pregevole maestria, riesce a mettere in correlazione gli attributi iconografici di ognuno dei due santi con le vicende storiche dell’abitato di San Lorenzo Maggiore.

Il libro è un esaltante lavoro di indagine che segue percorsi inattesi. L’Autore vede ciò che gli altri non vedono, decodifica simboli e interpreta particolari quasi nascosti offrendoci la chiave per svelare un significato recondito di cui si erano perse le tracce, in una lodevole ricerca filologica che scandaglia nelle profondità del tempo e delle relazioni sociali.

Ogni passo verso una più approfondita conoscenza di aspetti poco noti dei nostri paesi ci avvicina al modo di sentire delle generazioni che ci hanno preceduto, costituiscono un ponte ideale tra il presente ed il passato permettendoci di rappresentarci il mondo così come i nostri antenati se lo figuravano. È un percorso a ritroso, dai significanti ai significati, nel quale risiede la nostra possibilità di tornare a sentirci a pieno titolo cittadini dei nostri borghi, per ricuperare la consapevolezza di ciò che siamo stati ed il senso di ciò che ci sta intorno.

Gaetano Ferrara

 


La locandina

Locandina della presentazione del libro 'Elogio della curiosità. Di arte e di culto'