Gli ultimi giorni di Gaeta di Gigi Di Fiore

Il libro “Gli ultimi giorni di Gaeta” è dedicato ad eventi della storia d’Italia che per decenni sono restati celati, accuratamente tenuti fuori dai testi scolastici. Vi sono narrate le vicende dell’eroica difesa di Gaeta, una delle ultime roccaforti borboniche – insieme a quella di Civitella del Tronto e della Cittadella di Messina – a resistere all’Esercito Piemontese dopo l’invasione della “Bassa Italia”.

Continua a leggere

La Nazione Napoletana di Gigi Di Fiore

Ho fatto trascorrere molti mesi dalla pubblicazione del libro di Di Fiore (in libreria dal 28 aprile) prima di scrivere questa recensione perché, leggendo quelle scritte da altri (hanno parlato del libro uomini di cultura e giornalisti illustri), percepivo un senso di incompletezza, come se non fosse stata resa giustizia al lavoro portato a termine dall’Autore. Avevo necessità di capire l’origine di questa sensazione. Mi sono poi reso conto che quasi mai l’evento della pubblicazione del volume di Di Fiore era stato contestualizzato, cioè inserito nell’ambito della sua più ampia produzione, volta a riscrivere la storia del processo politico-militare e diplomatico che portò all’unificazione politica della nostra Penisola. Ho pensato perciò che una recensione del libro “La Nazione Napoletana” non potesse esimersi dal tener conto dei lavori che lo hanno preceduto.

Continua a leggere

Silvestro Lega: Ritorno dei bersaglieri da una ricognizione 1861

In una risposta ad un post su Facebook, ebbi a scrivere:

Oggi fortunatamente la figura di Francesco II è stata rivalutata e riscoperta grazie all’opera dei tanti scrittori che hanno ripercorso le tappe del suo breve regno.

Ecco, ho notato che ricorre il prefisso “ri-” (“rivalutata”, “riscoperta”, “ripercorso”) e mi è venuta in mente l’acuta osservazione fatta da Luigi Lambiase alla presentazione de La Nazione napoletana di Gigi Di Fiore ad Ariano Irpino nello spazio “Bookzone area” nell’ambito dell’Ariano Folkfestival il 23 agosto 2015. In quell’occasione, infatti, il Lambiase evidenziò il ricorrere del prefisso “ri-” quando si tratta di definire l’opera degli studiosi che stanno riscrivendo la storia dell’Unità d’Italia e del Risorgimento.

Continua a leggere

Maria Cristina di Savoia

Maria Cristina di Savoia nacque a Cagliari nel 1812. Era figlia di Vittorio Emanuele I di Savoia ed andò in sposa nel 1832 a Ferdinando II delle Due Sicilie, della Casa dei Borbone. Donna devotissima, ogni giorno assisteva ad una celebrazione liturgica e non perdeva occasione per fare del bene ai poveri ed ai bisognosi,

Durante il breve periodo in cui fu regina delle Due Sicilie, fece in modo che nessuna condanna a morte fosse eseguita. Il 16 gennaio 1836 diede alla luce Francesco II delle Due Sicilie (chiamato dai detrattori “Franceschiello”) – ultimo sovrano dei Borbone in Italia – ma dopo pochi giorni, il 31 gennaio, Maria Cristina morì per complicazioni dovute al parto. Dopo la morte della donna, Ferdinando II riprese moglie sposando Maria Teresa d’Austria.

Vittorio Emanuele I, il padre di Maria Cristina, aveva avuto quattro figlie femmine ed un figlio maschio che però era morto di vaiolo a tre anni. Per gli effetti della legge salica, non esistendo eredi maschi viventi, il trono di Sardegna era passato al fratello Carlo Felice, il quale, non avendo avuto a propria volta alcuna discendenza sancendo di fatto l’estinzione del ramo principale della Casa dei Savoia, lo aveva trasmesso al lontano ramo dei Carignano. Divenne re di Sardegna Carlo Alberto della famiglia dei Savoia-Carignano che, per le note vicende, nel 1849 abdicò lasciando il trono al proprio figlio, Vittorio Emanuele II, sotto il cui regno si realizzò l’unificazione politica della penisola italiana. Paradossalmente, in linea di sangue, Francesco II delle Due Sicilie era più prossimo al ramo originario dei Savoia rispetto a Vittorio Emanuele II. Questi usurpò il trono delle Due Sicilie a capo dell’esercito piemontese proprio in qualità di re di Sardegna, titolo che era era stato originariamente del ramo principale dei Savoia a cui afferiva la madre ed il nonno di Francesco II.

Maria Cristina di Savoia ed il consorte inaugurarono a nel 1835 il ponte Maria Cristina, costruito sul Calore nel territorio di Solopaca, nell’attuale provincia di Benevento. Il ponte fu danneggiato da un’alluvione nel 1852 ma prontamente riparato. Nuovamente distrutto nel 1943, fu ricostruito utilizzando il cemento armato e conservando solo tracce dell’infrastruttura originaria. I quattro leoni in pietra che sorvegliavano l’accesso al ponte, posti da una parte e dall’altra del fiume, furono trafugati nel 2003 ed attualmente al loro posto sono stati installati quattro leoni in pietra di fattura grossolana. I leoni di pietra originali, a quanto sembra, sono stati rinvenuti in Belgio presso un collezionista privato che però avrebbe chiesto una ingente somma di denaro per privarsene.

Maria Cristina di Savoia, già venerata a Napoli immediatamente dopo la sua morte ed a cui fu dato l’appellativo di “Reginella Santa”, il 25 gennaio 2014 è stata beatificata durante una cerimonia nella basilica di Santa Chiara a Napoli – dove si conserva tutt’ora il suo corpo – presieduta dal cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli.

Determinante per la beatificazione è stato il riconoscimento ufficiale del miracolo, avvenuto nella seconda metà dell’800, della prodigiosa guarigione di una donna colpita da un’aggressiva ed incurabile forma di tumore al seno.