Silvestro Lega: Ritorno dei bersaglieri da una ricognizione 1861

In una risposta ad un post su Facebook, ebbi a scrivere:

Oggi fortunatamente la figura di Francesco II è stata rivalutata e riscoperta grazie all’opera dei tanti scrittori che hanno ripercorso le tappe del suo breve regno.

Ecco, ho notato che ricorre il prefisso “ri-” (“rivalutata”, “riscoperta”, “ripercorso”) e mi è venuta in mente l’acuta osservazione fatta da Luigi Lambiase alla presentazione de La Nazione napoletana di Gigi Di Fiore ad Ariano Irpino nello spazio “Bookzone area” nell’ambito dell’Ariano Folkfestival il 23 agosto 2015. In quell’occasione, infatti, il Lambiase evidenziò il ricorrere del prefisso “ri-” quando si tratta di definire l’opera degli studiosi che stanno riscrivendo la storia dell’Unità d’Italia e del Risorgimento.

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Giuseppe la Farina

Nella preparazione dell’unificazione politica della penisola italiana, i maggiori denigratori del Regno delle Due Sicilie furono proprio gli esuli napoletani che si erano acquartierati in Piemonte. Furono soprattutto essi ad offrire una immagine distorta ed aberrata della realtà socio-politica che esisteva nella terra che avevano abbandonato.

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Francesco II di Borbone

Il vice ammiraglio Barbier de Tinan, comandante della flotta francese che stazionava nelle acque di Gaeta, successivamente alla fine della tregua di metà gennaio 1861, ricevette l’ordine da parte di Napoleone III di allontanarsi da Gaeta assediata e abbandonare la dinastia dei Borbone al proprio destino. Di lì a poco le navi di Persano avrebbero potuto cominciare a cannoneggiare la fortezza anche dal mare.

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